“Se la vita è meglio, butti via la telecamera”, il primo film per gli iscritti alla newsletter di MDFF

Un documento d’archivio datato 1998, prezioso nonostante i suoi anni. È l’esordio della regista Enrica Viola già apprezzata dal pubblico di MDFF per il suo Borsalino City. Lo proponiamo come primo film per tutti gli iscritti alla newsletter di MDFF. Se non l’ha ancora fatto ISCRIVITI QUI

Da torinese, la regista ci ha detto: “ci tengo a fare un omaggio allo spirito della vostra città”. Si intitola Se la vita è meglio, butti via la telecamera (ITA, 1998, 35′).

Ecco la sinossi:

Protagonista della pellicola è l’eclettico Marcello Piccardo (1914-2001). Oggi lo avremmo apostrofato con l’aggettivo “creativo” a tutto tondo. Il punto di partenza, il suo libro autobiografico La collina del cinema, uscito nel 1992. Svela il mondo dello Studio di Monte Olimpino, casa di produzione cinematografica d’avanguardia, creata dallo stesso Piccardo nei suoi luoghi: la collina di Cardina, sopra Como. E portata avanti insieme ai suoi cinque figli, allora piccoli, di cui Andrea è l’unico ad aver raccolto l’eredità professionale ed è l’attuale custode del ricco e prezioso archivio. È il racconto dei primordi del cinema di ricerca degli Anni Sessanta, un’avventura condivisa anche con Bruno Munari dal 1962 al 1972. Inizia “dal minimo” nel 1945 quando “nessuno sapeva cosa fare”, a Milano, unica città d’Italia “che permetteva di procurare lavoro anche inventandoselo”. Da qui i primissimi film per le aziende – Fiat, la Rinascente e le altre – che stavano inventando il nuovo e cercavano il modo di comunicarlo. Idee, azzardi, libertà di espressione. Stimolata anche nei bambini delle scuole elementari dove lo Studio di Monte Olimpino ha portato, prima degli altri, le sue strumentazioni per affidarle alla curiosità e all’entusiasmo naif dei più piccoli. Suddiviso in brevi capitoli, con l’ironia puntuale di Piccardo, compiamo un viaggio nel tempo e un’indagine nel rapporto fra il cinema, la TV, e la vita.

 

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