Riccardo Benassi e la sovrapposizione tra video, testo e grafica

Testi veloci che scorrono come nella striscia rossa dei TG televisivi riportano flussi e associazioni di pensiero in prima persona, sul digitale e la pervasività dei media, su questioni politiche e sociali, paure e impressioni personali. I testi sono strettamente connessi con immagini in bianco e nero della città, musiche che si ripetono ossessivamente e grafiche che rimarcano o rendono estranei i concetti. Questa orchestrazione di livelli di significato rappresenta il lavoro Techno Casa di Riccardo Benassi, presentata a Filter. Spazi delle Immagini in Movimento, la sezione sul cinema d’artista curata da Davide Giannella. “La scelta delle parole è strettamente legata alla musica”, spiega Benassi, “vedo il testo come una sorta di partitura musicale. La sua velocità non consente di afferrarne completamente il senso, ciascuno trae quello che più lo colpisce o che sceglie. Mi riferisco sempre a standard comuni, sia nei temi che nei mezzi della quotidianità: ad esempio, i dispositivi digitali, la musica e il contesto urbano”. L’architettura e la città sono sempre sullo sfondo delle opere di Benassi: “con uno sguardo sempre dall’interno verso l’esterno”.
Nell’altra opera presenta, Umbrella Paradigm, il cui terzo capitolo sarà presentato a fine mese presso l’Istituto di Cultura Italiana a Parigi, il testo è presente ma meno centrale. Compare all’inizio e alla fine del film con due frasi paradossali sull’ombrello. Permane anche la presenza delle grafiche sull’immagine. “Ho voluto creare un lavoro meno compresso di Techno Casa, dedicato più alla narrazione attraverso le immagini. La scelta del materiale è centrale: si tratta di materiale stock per la produzione di video ‘commercial’ molto cheap, che si acquistano tramite società. L’idea è di realizzare una serie dando nuovo senso e significato a materiale che già esiste. Proprio utilizzandolo nel modo ‘sbagliato’”.

 

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