MDFF in London: alcune note

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"Dance with Architecture | Jessica Lang & Steven Holl" by Spirit of Space, USA 2016, 12’15” © Todd Rosenberg

MDFF torna a Londra. Dopo la partecipazione al programma cinematografico del Barbican, nel 2015, ora approdiamo all’Università di Westminster, nella sede espositiva di Marylebone Road, Ambika P3. La selezione di film, in proiezione l’8 e il 9 dicembre 2016, è stata guidata, anche in questo caso, dal contesto. Di particolare stimolo, dato che si tratta di un’università e di una mostra conclusiva di un articolato programma triennale di ricerca, ADAPT-r, che introduce nella pratica creativa anche il sapere indiretto. Quello che si apprende in modo inconsapevole, attraverso le letture, le esperienze professionali e di vita e – perché no, attraverso la visione di film – ma che si deposita in qualche angolo della nostra testa.

Il programma di ricerca ADAPT-r è teso a trovare un metodo per tirare fuori le nozioni immagazzinate inconsciamente, riconoscerle, non darle per scontate, organizzarle e utilizzarle. Lo abbiamo sperimentato dal vivo durante il workshop organizzato da un team di ricercatrici, in occasione della quarta edizione del nostro festival a Milano. Quando siamo stati invitati a costruire la piccola rassegna per Londra, abbiamo selezionato undici titoli, raccolti con due temi: “The soul of project” e “Design overview around the world”.  Una carrellata di esempi di espressioni registiche e di indagine del progetto. Aspetti coincidenti in alcune pellicole, autonomi in altre.

In particolare tendono a evidenziare che l’interdisciplinarietà, la volontà di attingere e unire diverse discipline, è alla base della progettazione nel design e nell’architettura, ed è la lente attraverso la quale “leggere” questi film. Una risorsa che aiuta a osservare edifici, cose, usi e città nello scambio costante fra vita immaginata e vita reale: la grande scommessa di ogni progettista e di ogni pratica creativa che abbia al suo centro la comprensione degli individui, del mondo che abitiamo, e una migliore convivenza.

MDFF returns to London. After featuring in the Barbican’s film programme in 2015, we now land at the University of Westminster, in its Marylebone Road exhibition centre: Ambika P3. Our film selection, scheduled for 8 and 9 December 2016, was determined, again, by the context. Particularly stimulating was the academic location and the opportunity of being present in conjunction with an exhibition concluding an articulated three-year research project, ADAPT-r, that introduces tacit knowledge into creative practice. Tacit knowledge is what we learn unconsciously, through the books we read, our life and career experiences and – why not, through the films we watch – and sediments in some corner of our brain.

The objective of the ADAPT-r research project is to find a method to extract, acknowledge, value, organise and employ the knowledge we unconsciously stored. We were able to experience this method live during the workshop organised by a team of researchers during the fourth edition of our festival in Milan. When we were invited to present a mini-festival in London, we selected eleven films grouped under two topics: “The soul of project” and “Design overview around the world”, providing a wealth of examples of different ways of directing and of investigating the project. Two aspects that coincide in some films, and exist autonomously in others.

In particular, the chosen films tend to emphasise that interdisciplinarity, the will to draw from and combine different disciplines, is the basis of creation in design and architecture, and it is the lens through which we “read” these films. A resource that helps us observe buildings, objects, traditions and cities in the constant exchange between real and imaginary life: the great gamble of every designer and every creative practice focused on understanding the human, our world, and a better way of coexisting.

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