La zuppa del demonio

In the words of the director, Davide Ferrario, the film is “the story of the idea of progress”. It is a cross section of the twentieth century, assembled through the images, sounds and thoughts that accompanied economic, technological and social development in Italy starting from post World War II. Materials were used from the National Archives of Industrial Cinema in Ivrea, the custodian of which is Sergio Toffetti, who launched the idea of the documentary and loses no opportunity to underline the importance of industrial cinema in revealing the spirit of the times and the relationship between machinery and man. “What interested us the most” continues Ferrario, “wasn’t recounting a historical, political or sociological issue: but rather, trying to restore a sense of energy, sometimes irresponsible but marvellously forward thinking, which is something that is very much missing today. We don’t want to wallow in a misplaced nostalgia but to understand how we arrived where we are now”. After all, as noted by Giorgio Bocca at the end of the film: “things that today strike us as awful were considered beautiful at the time; they were unique times, happy times…”. One is forced to ponder what kind of future we are building for ourselves, today.

Usando le parole del regista, Davide Ferrario, il film è “la storia dell’idea di progresso”. Uno spaccato del Novecento assemblato con immagini, suoni e pensieri che hanno accompagnato lo sviluppo economico, tecnologico e sociale italiano a iniziare dal Secondo dopoguerra. Utilizzando materiali dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, di cui è custode Sergio Toffetti, che ha lanciato l’idea del documentario e che non perde occasione di sottolineare l’importanza del cinema industriale nello svelarci lo spirito del tempo e il rapporto macchine/uomo. “Quello che più ci interessava”, continua Ferrario, “non era svolgere un discorso storico, politico o sociologico: ma provare a restituire il senso di energia, talvolta irresponsabile ma meravigliosamente spencolata verso il futuro, che è proprio ciò di cui sentiamo la mancanza oggi. Non per macerarsi in una mal riposta nostalgia: ma per capire come siamo arrivati dove stiamo ora”. In fondo, come ricorda Giorgio Bocca, alla fine del film: “Le cose che oggi ci appaiono orribili allora ci sembravano bellissime; erano tempi irripetibili, e felici…”. C’è da chiedersi chissà quale futuro stiamo costruendo oggi.

Film profile

Director: Davide Ferrario
Editing: Cristina Sardo
Script: Davide Ferraio, Giorgio Mastrorocco
Original music: Fabio Barovero
Research: Elena Testa
Year: 2014
Duration: 80’ mins
Country: Italia
Trailer

 

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