Filmare l’Architettura e Building a New Design Language: i workshop di MDFF

 

Sabato 27 ottobre, alle ore 10, è in programma “Filmare l’architettura” che presenta i cortometraggi risultati  dal workshop condotto da Heinz Emigholz con Till Beckmann, con assistenti Simone Gattoni e Virginia Granata, per la cattedra Stili e Tecniche del Cinema di Marco Müller presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Protagonisti dei nove corti degli studenti aspiranti registi sono  stati quattro edifici progettati da Carlo Botta a Mendrisio: Casa unifamiliare a Riva San Vitale, Casa unifamiliare a Stabio, Casa unifamiliare a Vacallo, Chiesa a Genestrerio. Ospiti: Marco Müller e Riccardo Blumer, direttore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio.

Sabato 27 ottobre, alle ore 17.15, è in programma “Building a New Design Language” tenuto dalla critica e curatrice nel design Annalisa Rosso che presenterà con gli autori una selezione di video sperimentali sul racconto degli oggetti. Pubblichiamo un estratto dall’articolo di Annalisa Rosso pubblicato sul catalogo di MDFF2018.

Il tappeto che “dava davvero un tono all’ambiente” (“really tied the room together”) in The Big Lebowski, il giubbotto con lo scorpione giallo indossato da Ryan Gosling in Drive, le limousine di Holy Motors. Certi film, dal mio punto di vista, possono essere sintetizzati in un unico oggetto. American Beauty è un sacchetto di plastica, Basic Instinct un rompighiaccio.

[…] Chuck Palahniuk scrive “this is just what human beings do – turn objects into people, people into objects”. Pur preferendo mantenere separate le due categorie, sono convinta che sia necessario parlare degli oggetti per riuscire a dire qualcosa di determinante su noi stessi e sugli altri. E se dovessi scegliere un modo per farlo, opterei per il linguaggio video, capace di sintesi e immediatezza anche in presenza di una narrazione complessa, che implica diversi livelli di lettura. Per questo, da qualche anno, seguo con attenzione la nascita e lo sviluppo di alcuni video making sperimentali.

Tra gli altri Object Interview, fondato da Alexandre Humbert nel 2017 e con base ad Amsterdam, raccoglie a oggi una ventina di cortometraggi della lunghezza di un minuto. Il punto di partenza di questo lavoro muove proprio dall’interrogarsi su che cosa siano – o meglio ancora chi siano – gli oggetti che ci circondano. Un processo di transfert agile quanto efficace, li trasforma in attori protagonisti: la sedia Engineering Temporality del finlandese Tuomas Markunpoika si innamora, altri pezzi vanno a pescare, giocano a nascondino, insegnano una lingua straniera, incontrano uno psicoterapeuta. Ogni episodio ha una sceneggiatura specifica.

[…] Inocuo (aka Javier Gutiérrez), ha dato inizio al suo studio nel 2002, a Barcellona. Con un passato nel mondo del disegno grafico e dei graffiti, ha sviluppato un linguaggio filmico peculiare, in cui il processo di registrazione inverte le regole del gioco. Il punto di partenza non sembra mai essere il mondo esterno alla produzione, al contrario, i video di Inocuo The Sign sono una vera e propria genesi di design: il progetto nasce e cresce nel perimetro della clip stessa, fino a comunicare la creazione di una nuova realtà agli osservatori. Nel filmato 360º, realizzato per il canale sportivo spagnolo Esport3, vengono fatte scontrare alcune sfere in ceramica firmate dal noto pottery workshop Apparatu. Su questa esplosione, tanto scenografica quanto reale, interviene Inocuo con il suo segno inconfondibile.

[…] Ultimo esempio di questa triade selezionata è il progetto insitu.reviews, ideato circa un anno fa da Gavin Youngs e Alessando Bonavita, tra Milano e Berlino. Il principio è semplice: con un approccio di tipo antropologico e documentarista, viene inserito un pezzo di design contemporaneo in un ambiente privato e ben consolidato. Un elemento estraneo in grado di interrompere una routine anche visiva e una domesticità poco indagata. In questo modo, i tavolini gialli di Productora hanno occupato il salotto elegante della signora della moda ultranovantenne Pupi Solari, che ha saputo integrarli nel suo spazio personale e farli propri. […]  I video che raccontano queste esperienze sono allegri, immediati, senza filtri. Una sorpresa per chi, negli anni, si è abituato a sentire parlare di design con parole stereotipate.

 

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