Un film su Franco Albini

Franco Albini (1905-1977) è un progettista completo, la cui opera spazia dall’edilizia al design, dagli allestimenti all’urbanistica. MDFF presenta in anteprima mondiale il film Franco Albini. Uno sguardo leggero (Valeria Parisi, Italy, 2017, 30′). Prodotto da Sky Arte HD e Fondazione Albini con 3DProduzioni, il film sarà proiettato sabato 21 ottobre, alle ore 12, nella Sala Astra dell’Anteo Palazzo del Cinema e sarà introdotto da Paola Albini, Vicepresidente della Fondazione Franco Albini, Marco Albini, Presidente della Fondazione Franco Albini e la regista Valeria Parisi.

Il film è un racconto inedito in cui il pioniere del moderno viene descritto attraverso i filmini amatoriali che ha girato e le foto che ha scattato. Con il contributo, tra gli altri, di Peter Greenaway, Oliviero Toscani, Tatti Sanguineti. Nel documentario ci saranno altre voci a narrare l’architetto, il designer ma anche l’uomo Albini: il figlio Marco, che con il padre ha lavorato e condiviso molti progetti, il nipote Francesco, che del nonno ha ereditato non solo il mestiere, ma anche la passione per la montagna e la scalata. E la nipote Paola, vicepresidente della Fondazione Albini, che non ha scelto l’architettura come professione, ma che della continuità di un metodo e della trasmissione della memoria ha fatto una missione.

E poi, ancora, le voci di alcuni architetti: Vittorio Gregotti, che ha memoria di un viaggio organizzato dal Ciam in Inghilterra con Franco Albini, insieme in nave, in camera d’albergo, a tavola con Gropius e Le Corbusier. Vico Migliore, autore, con Mara Servetto e Italo Lupi, del progetto delle Olimpiadi invernali di Torino 2006: Albini 50 anni prima si occupo’ delle Olimpiadi di Cortina di cui ci resta l’8mm di una sua opera con un forte carattere identitario. C’era già allora la volontà di fare dei giochi olimpici un evento massmediatico, una vetrina? E poi Francesco Dal Cò a mostrare la Casabella di cui fu direttore Albini nel ‘48 e soprattutto il numero che dedicò all’amico Pagano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra i suoi capolavori si annoverano: i Musei genovesi che cambiano il modo di fruizione dell’opera d’arte del pubblico, il Rifugio Pirovano a Cervinia, la Rinascente a Roma e la metropolitana di Milano, che si ispira ai progetti delle linee di New York e San Paolo. Uomo silenzioso, rigoroso, ironico, Albini lavora incessantemente, sorretto da un codice morale che lo accompagna nel corso di tutta la sua carriera. Crede fermamente nel ruolo sociale dell’architetto come professione al servizio della gente, Lo considera la ragione stessa della sua esistenza.

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