Dior and I


La quotidianità dell’atelier, il preciso e poetico movimento dell’ago e del filo; la pressione, che cresce, con l’avvicinarsi della data dello show; la timidezza della ‘prima volta’, ma anche la decisione tipica di chi ha chiara la propria direzione creativa: tutto questo è Dior & I. Il racconto si muove su due livelli, che interagiscono nell’ambiente tanto ‘eterno’ quanto variabile e rapido, della couture: la voce narrante che legge le parole di Monsieur Christian Dior – con stralci tratti dalla sua autobiografia, che titola appunto Christian Dior et moi – e le scene che documentano il lavoro del designer Raf Simons al suo primo confronto con la maison. Ciò che il film vuole mostrare è la voglia di cambiare un modo di pensare attraverso gli abiti, e il modo stesso di concepire la couture, un’istituzione così storicizzata da sembrare intoccabile. La rivoluzione è silenziosa ed emozionante, e tutti partecipano al cambiamento: una storia di condivisione, che dimostra come il progetto di moda sia qualcosa di composito e complesso, cui prendono parte diversi attori, con competenze e capacità disparate, uniti nella voglia di produrre il nuovo, e di guardare al futuro senza mai tralasciare la storia.

(Marta Franceschini)

The daily life of the atelier, the precise and poetic movements of needle and thread; the pressure, which increases with the approaching of the date of the show; the timidity of the ‘first time’, but also the resoluteness typical of those who have clear in mind their own creative direction: all this is Dior & I. The story plays on two levels, that interact in the environment of the couture, as ‘eternal’ as it is variable and fast: the narrator who reads the words of Monsieur Christian Dior – with excerpts from his autobiography, that headlines precisely Christian Dior et moi – and scenes documenting the work of the designer Raf Simons in his first confrontation with the maison. What the film wants to show is the desire to change a way of thinking through the clothes, and also the way of considering couture, an institution so historicized as to seem untouchable. The revolution shown in the movie is peaceful and moving, and all and everyone seem to be part of the change: a history of sharing, which shows that the fashion project is something composite and complex, which involves several actors, with diverse skills and abilities, united in the desire to produce something new, and look to the future without neglecting the history.

Film profile

Director: Frédéric Tcheng
Script: Frédéric Tcheng
Year: 2014
Duration: 90’ mins
Country: France
Director of photography: Gilles Piquard
Editing: Julio Perez IV
Music: Ha-Yang Kim
See Trailer

Comments are closed.