Cronotopia e i guest curator MDFF 2017

 

 

Qui il testo dei guest curator, Patricia Urquiola e Alberto Zontone, estratto dal catalogo di MDFF 2017.

Il cinema è pensiero, atto di creazione. Come dice Gilles Deleuze in L’image-mouvemet, è una forma d’arte capace di creare visioni del reale intese come movimento, ossia come realtà in continuo e costitutivo mutamento. Tempo-spazio, reale-finzione, memoria contrapposta a istanti di vita quotidiana, sono dinamiche che appartengono anche alla nostra professione così come ironia, scherzo, gioco, scoperta, comfort emotivo. Il lavoro del progettista è anche frutto della sua capacità di sintesi, dello sforzo d’interpretazione dei bisogni e dei desideri di oggi. La stratificazione di storie, suoni, suggestioni, dettagli che ogni pellicola d’autore è in grado di offrire sono infinite fonti d’ispirazione.

Finestra sempre aperta sulla curiosità, il cinema accompagna da sempre la mia vita e quella di Alberto perché è un ottimo antidoto al lavoro, una pausa conquistata per non essere sopraffatti dalla velocità. Ci permette di isolarci dalle connessioni: scappare da casa alle dieci di sera per immergersi in un racconto nuovo, nel pensiero di un altro è un respiro, un momento di sospensione e nutrimento. È un tempo condiviso – al cinema ci andiamo sempre assieme – e, ogni volta è un vero emotional fast track: il cinema ci fa entrare nel mondo dei sogni.

La selezione di film che abbiamo pensato per Milano Design Film Festival non vuole essere un elenco di grandi titoli che sarebbero potuti risultare ovvi. Abbiamo scelto quelle pellicole che ci sono vicine in questo momento – ogni periodo della vita è diverso per gusti, stati d’animo, desideri – o che hanno accompagnato momenti cardine della nostra vita. Oggi più che mai lavoriamo cercando di avvicinare discipline diverse per trovare percorsi comuni, punti di contatto.

Man e Rise of the void di Federico Pepe e Jacopo Benassi sono due corti vicini al mio essere designer: il primo, dove il carattere del protagonista entra nell’oggetto, ricorda la mia continua relazione con il fare, la perdita di confine tra me e il mio lavoro; il secondo interpreta un personaggio antico che rinnova la sua memoria attraverso riti e gesti fuori dal tempo: una buona maniera per raccontare un lavoro introspettivo che va oltre il tempo e lo spazio.

La scelta vintage di THX 1138 di Georges Lucas è un omaggio alla nostra infanzia, ma siamo convinti che oltre ad avere influenzato generazioni di registi è capace ancora oggi di parlare ed emozionare. Il futuro distopico rappresentato, dove gli uomini sono annientati e ridotti a numeri, è un incubo che ci attraversa spesso. Lucas imprigiona il protagonista nel nulla ma quel luogo sottoterra che noi immaginiamo buio lui lo trasforma in un bianco assoluto, infinito.

Bellissimo! Anche dal punto di vista architettonico è molto interessante: tutto è ambientato nei corridoi del Marin County Civic Center (San Raphael in California) disegnato da Frank Lloyd Wright. Ecco il cinema serve anche a farti venire la voglia di visitare luoghi che non hai visto. Qui non ci siamo ancora stati, ma lo faremo presto. Wright è un Maestro che studio da sempre. Per questo abbiamo inserito un documentario su di lui: volevamo ricordarlo nel centocinquantenario dalla nascita.

Magnificent Obsession di Karen Sevens e Koichi Mori svela il suo legame con il Giappone che lo portò ad aprire uno studio a Tokyo nel 1916. Un legame che anche io sento profondamente: se avessi un anno sabbatico lo trascorrerei proprio qui. Ecco altri incroci di pensieri, culture, espressioni. Arte e cinema, architettura e cinema, viaggio e cinema. Ogni cosa è compenetrata nell’altra. Ogni forma d’arte ha lo scopo di immergerti in altri pensieri, in altri luoghi, a volte utopici a volte reali. Comunque ti porta sempre avanti, ti stimola a cercare nuove soluzioni. Il nostro continuo viaggiare per esempio ci ha insegnato tantissimo su come progettare dall’architettura al più piccolo dettaglio l’ospitalità in un albergo. The Hotel di Kristian Petri sembra un nostro taccuino da viaggio: mostra l’arte di accogliere, la cura dell’impalpabile e l’armonia che i luoghi, per essere amati, devono possedere.

Waking life di Richard Linklater è del 2001 l’anno in cui abbiamo aperto lo studio. L’interesse per il linguaggio digitale già ci affascinava e il senso della vita che cerca il protagonista mi accompagna da allora perché aspettare l’inaspettato è fuori dal nostro controllo. Se questa selezione racconta alcuni nostri punti di riferimento la presenza di Miranda July non poteva mancare. Lei rappresenta una donna che mi piace. Artista, regista, musicista e scrittrice è sempre molto curiosa e fa della molteplicità il suo percorso di vita.

Il suo The Future è anche la mia visione del futuro. Chiudiamo la nostra rassegna con Don Quixote in a Fragmented World di Violeta Barca-Fontana. Rappresenta il mio lato spagnolo. Il protagonista è uno street artist ante litteram: è il più anziano e il più giovane di tutti. Il suo racconto è un grande divertimento.

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