[gss ids=”13801, 13802, 13803, 13804, 13805″ style=”width:100%; font-size:12px;”]
[columns_row width=”third-and-two-thirds”]
[column]

Il primo appuntamento
di Cinema nascosto 2016
al Conservatorio.

[/column]
[column]

Il contenitore scelto per rappresentare la sintonia, suggerita dal film di Ruben van Leer, che può esserci fra le arti e le scienze nel cammino verso la conoscenza, è stato il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano e in particolare la Sala Puccini, messa gentilmente a disposizione di Cinema nascosto dal Presidente Maria Grazia Mazzocchi.

I 450 posti della Sala, restaurata nel 2001 grazie alla Fondazione Umberto Micheli, erano tutti occupati da un pubblico curioso e attento, che ha attraversato prima di scoprire la destinazione finale, anche il “bosco nel chiostro” realizzato con otto sculture di artisti contemporanei, per volere della Presidente: “Non crediamo sia necessario un richiamo specifico dell’opera scultorea alla musica per garantirne il diritto di cittadinanza in Conservatorio: la musica, il canto, la poesia, la scultura, la pittura, il teatro, la danza, così come ogni altra forma di arte, concorrono con la loro stessa presenza a rivelarci costantemente la sublime bellezza dell’universo. Ci parlano, svelandosi ai nostri sensi con diversi linguaggi, delle eterne domande che tutti noi ci poniamo nel corso delle nostre vite, e ci indicano la sola risposta: l’unità del tutto”.

Ed è proprio così. Nel pluricentenario edificio, dove risiede la bicentenaria istituzione musicale dedicata alla formazione e all’attività concertistica, aleggia l’energia universale della creatività. Insieme a quello straordinario impulso artistico che, pur se di difficile razionalizzazione, dà forma, suono e linguaggio a ciò che ognuno di noi percepisce nel profondo, a confronto della materia e dell’universo.

Lo stesso van Leer, che ha unito musica, danza e tecnologia afferma: “Il CERN ha recentemente rilasciato alcuni dati e possiamo trasformare queste nuvole di particelle danzanti, che ci sono nel film, con i dati di collisione effettivi del laboratorio svizzero. Il mio interesse principale era quello di mostrare cosa può fare un film, attraversare una diversa dimensione dei movimenti”.

[/column]
[/columns_row]

In collaborazione con

Nilufar Depot


  • Chocolat Milano
  • Istituto Italiano Fotografia
  • Rota&Jorfida
  • L_SAE
  • TVM
  • Fisar. Delegazione di Milano
  • Pubblimetal