Cinema nascosto #5

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Fiore all’occhiello per entrare nel giardino segreto svelato da Cinema Nascosto

Mercoledì 24 giugno l’appuntamento era alla Chiesa di Santa Maria della Sanità, in via Durini. Qualche civico precedente a quello del seicentesco Palazzo Durini Caproni di Taliedo che cela, dietro la facciata che vanta anche un restauro di Pietro Portaluppi, la destinazione da scoprire. Il piccolo giardino nella corte laterale del cortile d’onore, e il contiguo showroom di Bonottoeditions, che a sua volta si sviluppa con diversi livelli al di sotto del piano terra. Qui è avvenuta la proiezione del film di Peter Greenaway, I misteri del giardino di Compton House.

Ad accogliere gli ospiti del quinto appuntamento di Cinema Nascosto, quindi, il giardino che si apre alla vista per incantare, con le sue proporzioni e le strutture di ferro che disegnano un accogliente padiglione e un ponticello grazioso nel suo inarcarsi breve sul laghetto artificiale. Un paesaggio romantico in miniatura, nel cuore della città, da tutti evocato con il fiore all’occhiello richiesto dal dress code.

È di pertinenza della sede dello showroom di Bonottoeditions il nuovo progetto ideato da Giovanni e Lorenzo Bonotto, attuali guide della manifattura tessile Bonotto fondata nel 1912 a Bassano del Grappa, con la direzione artistica di Cristiano Seganfreddo e la creatività di Matteo Cibic e Cesare Fabbri. Una collezione in progress che intende conciliare il saper fare, la preziosità dei tessuti e l’unicità di borse, accessori, mobili e tappeti non seriali e senza data.

L’importante residenza, l’epoca cui rimanda, il giardino e la particolarità sotterranea dello spazio, nonché la ricerca estetica della collezione, ha guidato la scelta del film per questa quinta tappa verso il primo lungometraggio di Peter Greenaway, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1982. Un’opera che travalica la fissità storica, come dalle stesse ispirazioni del regista-pittore inglese. I misteri del giardino di Compton House, ambientato nella campagna del Kent britannico nell’agosto del 1694, è una celebrazione del gusto paesaggistico e naturalistico dell’epoca e sollecita un’esplorazione universale dei costumi sociali e delle inclinazioni umane attraverso l’indagine profonda e dettagliata dell’immagine.

La contemplazione dell’istante e dell’armonia, seppure inquieta, di un paesaggio contro l’ansia del contingente cui ci spinge la nostra epoca.

In collaborazione con

Bonottoeditions


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