La vita vissuta sul filo

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La vita vissuta sul filo
Per il secondo appuntamento
di Cinema Nascosto, la storica
impresa sulle Twin Tower
del funambolo Philippe Petit

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Il dress code richiedeva “un fiocco”, perché, come hanno scoperto le oltre 100 persone che hanno aderito al secondo appuntamento di Cinema Nascosto 2016, luogo della proiezione è stato Palazzo Archinto, in via della Passione 12 a Milano, che ospita l’Educandato Setti Carraro dalla Chiesa. Un istituto statale per percorsi di studio che vanno dalle elementari al liceo classico, classico-europeo o linguistico.

Con una lunga storia che inizia nel 1865 la scuola fino al 2008 è stata riservata all’esclusiva “educazione delle fanciulle della Milano bene”, poi aperta anche ai maschietti. Se l’utenza è cambiata, l’esclusività però è rimasta intatta nella sontuosità del Palazzo Archinto, ricca di mosaici, stucchi e affreschi. “I nostri studenti sono educati al bello e al rispetto del bello, sperando che questo possa fare di loro non solo bravi studenti, ma bravi cittadini”. Sottolinea la professoressa di Storia dell’arte Cristina Fumarco, responsabile della valorizzazione del patrimonio artistico del Collegio, che con tre allievi ha accolto e fatto da guida agli ospiti di Cinema Nascosto, nelle stanze/aule, raccontando storie e aneddoti.

Nel magnifico Salone d’Onore Cinema Nascosto, ha presentato il documentario sulla preparazione di una delle sue imprese più rischiose e famose del funambolo francese Philippe Petit: la passeggiata sul filo teso fra le Twin Towers di New York, risalente al 1974. Il terzo dei suoi “innocenti atti criminali”, come li chiama Alice Di Lauro, giovanissima funambola italiana, che – durante l’aperitivo offerto dalle Tenute Salvaterra e Chocolat – ha tenuto una performance dal vivo dialogando con le ballerine affrescate sulle pareti della Sala a loro intestata. “Ho sognato con loro, perché mi sono accorta che anche i loro piedi sono poggiati su un filo e ho inscenato questo mio sogno personale”. Un’esperienza corporea “oltre il piccolo sé”, alla ricerca di un equilibrio, nella costante sollecitazione del più generale contesto umano e materiale.

Proporre un’impresa clandestina, in un’istituzione che insegna a rispettare le regole, è stato per Cinema Nascosto, legare il messaggio più estremo di Philippe Petit alla disciplina e all’esercizio senza i quali, per stessa ammissione dell’artista francese, i sogni non potrebbero diventare progetto di vita. Le azioni di Philippe e Alice vanno viste come motivo di ispirazione per immaginare la propria vita come un cavo che ogni volta, nella conoscenza dei propri limiti, si allunga verso l’ignoto, verso l’assunzione di un nuovo rischio intellettuale per affermare le idee personali.

“Il mio mestiere” – ha avuto più volte modo di affermare Petit – è quello di religare [l’origine della parola religione viene dal latino religare, annodare qualcosa] una fune, tendendola da un punto all’altro, tra due luoghi che altrimenti sarebbero separati per sempre”. Sta a ognuno, trovare il proprio credo e i propri luoghi da unire. E Cinema Nascosto almeno ci prova!

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In collaborazione con

Setti Carraro


  • Chocolat Milano
  • Istituto Italiano Fotografia
  • Fisar. Delegazione di Milano
  • L_SAE
  • TVM

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