I guest curator di MDFF2021, gli architetti Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, dello studio Barreca & La Varra di Milano, si dedicano alla sezione “CIAK IN ITALY. Registi stranieri nel paesaggio italiano” con una selezione di film incentrati sulle modalità in cui vari registi stranieri hanno guardato al paesaggio italiano come sfondo ideale per creare storie. I titoli scelti coprono un arco temporale che va dagli anni 50 al 2010: da A Venezia… un dicembre rosso shocking (Nicolas Roeg, Regno Unito/Italia, 1973, 110’) a La contessa scalza (Joseph L. Mankiewicz, USA/Italia, 1954, 130’), da Passione (John Turturro, Italia, 2010, 90’) a Tre passi nel delirio (Federico Fellini, Louis Malle, Roger Vadim, Francia/Italia, 121’).

“Tutti i film di finzione sono dei documentari in qualche modo. Usiamo i film come sensori del paesaggio e della città che cambia. Ma guardando i film dei registi stranieri, la curiosità è legata anche alla natura di quello sguardo, a come, dagli anni 50 a oggi, le nostre città e le nostre case sono stati rappresentati”, ci dicono. I due architetti, al momento sono molto impegnati su Milano con progetti come il nuovo Policlinico, INNESTO allo Scalo Greco Breda, le residenze The Nest in via Fontana e ARIA nell’area dell’ex Macello. Essendo tra i firmatari della Lettera Aperta sullo sviluppo urbano e la prevenzione e cura del territorio del nostro Paese – se da Milano ci spostiamo all’Italia – chiediamo ai due architetti quali sono le vere emergenze da cui partire. “C’è una necessità di riordino e ridisegno infrastrutturale nazionale; c’è poi un’emergenza legata allo spopolamento dell’Appennino e delle Prealpi (poco considerata politicamente!); e ce n’è una terza, legata all’inadeguatezza tecnologica e tipologica della città costruita negli anni 70 e 80: la città diffusa, fatta di casette unifamiliari che oggi hanno quasi esaurito il loro ciclo di vita, sono energivore, perdono valore immobiliare e non sono più attraenti come un tempo. Di questi immensi tessuti fatti di cellule tutte uguali e tutte diverse non si sa bene quale sarà il destino. Le scelte insediative delle generazioni dei padri e delle madri spesso vengono rifiutate dai figli che se ne tornano in città”, sottolineano. E proprio di queste città “spaesate” prima o poi bisognerà occuparsene.

La sezione Bloom, che indaga il rapporto tra uomo e Natura, è invece affidata al duo di designer Formafantasma con una rassegna di film da loro intitolata “I, You and It: Stories of entanglement between species”. Sono stati scelti per il loro approccio multidisciplinare e fortemente ecologico, oltre che per i loro studi sull’origine dei materiali, su come questi vengono lavorati e distribuiti, allo scopo di far progredire quella disciplina olistica che intendono con il nome di design. Conosciuti in ambito internazionale, vincitori di innumerevoli riconoscimenti, l’ultimo dei quali il Wallpaper* Awards 2021 Designers of the Year, i Formafantasma sostengono che quello attuale sia un momento eccezionale, perché la crisi climatica ci sta spingendo a ripensare i parametri secondo i quali abitiamo il Pianeta. “Non ci sono alternative al pensiero ecologico, che ci costringe a rivedere molti aspetti della modernità. I conservatori vedono la crisi climatica come un limite, una frustrazione dell’individuo. Il pensiero ecologico all’opposto ci spinge a ragionare come collettività, non solo fatta di umani, ma anche di post umani e di non umani”, spiegano. “I film che abbiamo scelto per MDFF sono tutti molto diversi tra loro, ma crediamo ci possano aiutare a navigare le acque profonde e inesplorate del tempo in cui viviamo”, ci dicono. Ed ecco i titoli: Donna Haraway: Story Telling for Earthly Survival (Fabrizio Terranova, Belgio 2016, 81’), Cambio (Studio Formafantasma, Paesi Bassi 2020, 23’21”), Quercus (Studio Formafantasma, Paesi Bassi 2020, 13’), Flores (Jorge Jacome, Portogallo 2017, 26’40’’), Becoming Animal (di Emma Davie e Peter Mettler, Svizzera/Regno Unito 2018, 78’). Si vedranno infine 5 video che gli studenti di Geo-Design – corso di laurea magistrale da loro condotto alla Design Academy di Eindhoven – hanno sviluppato con gli olandesi Metahaven.