Architettura, urban life, design, arte, tecnologia: nel vivo dei titoli di MDFF 2020

Gli oltre 40 titoli proposti si potranno guardare online, ma solo negli orari indicati nel programma. Con uno sguardo sempre più trasversale MDFF quest’anno esplora anche il settore della ricerca scientifica, dell’alimentazione con la nuova sezione FOOD e dell’automotive. Entrando nel vivo dei contenuti, ecco di seguito qualche titolo.

Iniziamo con due première mondiali: Paradigma Olivetti e Prospettiva Olivetti (di Davide Maffei) che raccontano la filosofia e lo sviluppo industriale dell’azienda di Ivrea nel “dopo Adriano”. Una storia capace di rinnovare un’intera cultura imprenditoriale di prodotto e architettonica grazie anche al contributo di designer e progettisti visionari e dal carattere decisamente innovativo come Ettore Sottsass, Mario Bellini, Michele de Lucchi, Gae Aulenti, Kenzo Tange e Luis Kahn per citarne alcuni. Se l’architettura “non ha un luogo, la sua casa è il mondo”, come dice l’architetto italiano Dada nel film The Arch (Première italiana di Alessandra Stefani), guardando il road movie Tokyo Ride (Première italiana, di Bêka & Lemoine) si sale a bordo di una Alfa Romeo Giulia vintage guidata da Ryūe Nishizawa: da qui si vedrà una Tokyo frenetica e piena di poesia al tempo stesso e si capirà la forte relazione che il co-fondatore dello studio SANAA ha con la socia Kazuyo Sejima, con la sua città oltre al suo modo di pensare e di progettare. 

Per gli appassionati di architettura sarà anche interessante approfondire la tematica dell’abitare da più prospettive: il film Il condominio inclinato. Bergamo, sole, casbah, pollai e terrazze fiorite (Première europea, di Alberto Valtellina e Paolo Vitali) ci porta nei quartieri residenziali Terrazze fiorite e Bergamo Sole, disegnati dagli architetti Giuseppe Gambirasio e Giorgio Zenoni. Costruiti a Bergamo tra il 1976 e il 1979, sono testimoni dell’interazione riuscita tra la qualità architettonica dello spazio – pubblico e privato – e i suoi abitanti. Nel breve documentario What it Takes to Make a Home? (di Daniel Schwartz), prodotto dal Canadian Centre for Architecture (CCA), si affrontano invece le definizioni attribuite all’alloggio e alla mancanza di una casa in relazione alle pressioni urbane ed economiche. La Nave (di Hans Wilschut, Première italiana) è il film d’esordio del fotografo e videomaker olandese che racconta la vita nel maxi-condominio progettato da Franz di Salvo nel quartiere Scampia di Napoli completato nel 1975. Un’altra storia urbana è racchiusa nel corto Next Sunday (di Marta Bogdanska): a Tripoli le generazioni più giovani si sono impossessate del quartiere fieristico progettato da Oscar Niemeyer, rimasto incompiuto nel 1975. 

Maarten Baas, Nacho Carbonell, Droog, Piet Hein Eek, Studio Job. Guardando la première italiana It’s Dutch Design (di Elbe Stevens) si capiranno approccio e metodo di una “corrente” olandese che si è imposta con un preciso DNA sulla scena internazionale. Fare design significa anche riflettere su tematiche antropologiche strettamente collegate alla contemporaneità: il laboratorio. Ephemeral Temporary Spaces 2, condotto da Michele De Lucchi alla Scuola del Design del Politecnico di Milano, in questo anno accademico, a causa della Pandemia Covid-19, ha vissuto di didattica a distanza. In Design is Diversity. Teaching Design in Covid Times (di Mario Greco) il tema Diversity, scelto in precedenza, ha assunto con il lockdown un senso particolare. 

Indagando l’attualità da più prospettive, MDFF propone due titoli imperdibili: Autonomy (di Alex Horwitz), film centrato sulla tecnologia emergente delle self-driving car che si sofferma anche sulle grandi domande che questa sfida nel settore automotive sta innescando nella società, arrivando a far chiedere a noi stessi se la tecnologia tende sempre al progresso; e Human Nature (di Adam Bolt), un documentario su una scoperta biologica recente: si chiama CRISPR e consiste nella correzione mirata di una sequenza di DNA. Benché fosse già possibile isolare il gene alterato responsabile di una malattia ereditaria, fino ad ora non era possibile sostituirlo con il gene non difettoso, perché mancava il modo di introdurlo nel cromosoma cellulare nella posizione corretta. Le possibili applicazioni appaiono sconfinate. Anche questo per MDFF è design. 

Quattro le biografie in programma: Goff (di Britni Harris), Charlotte Perriand. Pionnière de l’art de vivre (di Stephane Guez), Just Meet. Tadao Ando (di Fernanda Romandia, Première europea), Magical Imperfection. The Life and Architecture of Raymond Moriyama (di Scott Calbeck, Première europea). 

Segnaliamo infine Raccontami di me (di Laura Chiossone) un corto emozionale che trasferisce sul piano delle relazioni spazio-temporali l’analisi e le conseguenze delle proprie scelte di vita. Un riconnettersi continuo fra presente, passato e futuro. 

Be first to comment