A Londra il Serpentine Pavilion di BIG

 

 

 

 

 

 

 

Come da tradizione, i Kensington Gardens di Londra ospiteranno il Serpentine Pavilion, quest’anno firmato da Bjarke Ingels che ha interpretato il sistema costruttivo in mattoni degli edifici londinesi in un involucro di grandi profili estrusi in fibra di vetro. Visitabile dal 10 giugno al 9 ottobre 2016, l’elegante padiglione pensato dall’archistar danese a capo dello studio BIG, è un paesaggio tridimensionale abitabile generato dalla manipolazione di un muro alto 14 metri in 1802 scatole in fibra di vetro unite da 2890 profilati metallici. “Un’architettura ibrida perché il padiglione è al tempo stesso trasparente e opaco, pieno e vuoto, ha una forma libera, ma rigorosa”, ha detto l’architetto. Muovendosi all’interno nel parco, a seconda del punto da cui la si osserva, la griglia apparirà rettilinea e compatta, o al contrario, ondulata e quasi immateriale. Al suo interno si trova un caffè e uno spazio per le Park Nights, programma di performance e incontri multidisciplinari.

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Ma quest’anno, per la prima volta, affiancano il Pavillion quattro piccole Summer Houses, concepite da altrettanti progettisti internazionali che per volere dei committenti si sono ispirate alla Queen Caroline’s Temple, una casa estiva in pietra attribuita a William Kent e costruita nel 1734 all’interno dei Kensington Gardens. La Summer House del nigeriano Kunlé Adeyemi (NLÉ), Leone d’argento alla 15 Biennale di Venezia attualmente in corso, utilizza blocchi prefabbricati di pietra arenaria realizzando una composizione di elementi base dell’architettura: una stanza, una porta, una finestra. Si ispira a un padiglione rotante preesistente il loop di fasce in legno dello studio berlinese Barkow Leibinger. In metallo è la piattaforma delimitata da doghe in legno dell’inglese Asif Khan, mentre Yona Friedman ha pensato a una struttura modulare effimera in acciaio.

A partire dal 2000 il Serpentine Pavilion – affidato ogni anno a un progettista internazionale diverso – è diventato un simbolo e un modo per sperimentare l’architettura contemporanea. Tra i progettisti che si sono cimentati ci sono Peter Zumthor 2011, Frank Gehry 2008, Rem Koolhaas e Cecil Balmond con Arup 2006; Oscar Niemeyer 2003; Daniel Libeskind 2001 e Zaha Hadid, che ha firmato quello inaugurale nel 2000. Quest’anno l’ideatrice Julia Peyton-Jones, affiancata dal 2006 da Hans Ulrich Obrist, si congeda dopo 25 anni di successi nella direzione della prestigiosa istituzione. Nel periodo estivo londinese questo spazio espositivo resta un importante punto di riferimento della capitale britannica restando sempre nella top-ten delle esposizioni più visitate al mondo in ambito architettura/design.

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