Lettera aperta per una mobilitazione pubblica sullo sviluppo urbano e la prevenzione e cura del territorio, che rimetta al centro con lungimiranza i valori di responsabilità e generosità.

7,3 MLN

Cittadini che vivono a rischio di frane o alluvioni (Ispra, 2018)

36.000+

Ettari di terreno investiti da incendi, anno 2019, con picchi del 4,3 e 5,4 per mille nel 2012 e 2017 (Commissione UE, 2020)

17,7

Abitazioni abusive, su 100 autorizzate, 45,2 nel Mezzogiorno (Istat, 2020)

0,41

Spesa pubblica sul Pil per Servizi culturali e Protezione della biodiversità e del paesaggio: 23° posto nella UE a 28 Paesi (Istat, 2020)

25%

Scuole a rischio sismico conformi alla normativa antisismica (Legambiente, 2020)

41%+

Scuole in comuni a rischio sismico

135 MQ

Cemento per bambino (fonte: Ispra, 2018)

2 MQ

Superficie naturale consumata al secondo

15 MQ

Superficie di verde urbano per abitante nei capoluoghi di provincia, contro un target urbano UE 2030 di 50 (Openpolis, 2019)

40%+

Quantità d’acqua dispersa dalle reti idriche (Istat, 2020)

66,5

Numero veicoli privati ogni 100 abitanti (Eurostat, 2018)

52.300

Morti premature associate a inquinamento da PMI (Agenzia Europea Ambiente, 2018)

33,8%

Residenti in quartieri a forte vulnerabilità materiale e sociale in aree metropolitane (Caritas Italiana, 2020)

650.000

Domande di edilizia pubblica inevase presso Comuni e Iacp (Housing Europe, 2019)

48,4%

Linee metrò in Italia (vs. target UE 100%)

66,5%

Linee tranviarie in Italia (vs. target UE 100%)

56,1%

Linee ferroviarie suburbane in Italia (vs. target UE 100%)

23%

Famiglie che vivono in abitazioni con perdite e infiltrazioni d’acqua (Istat, 2017)

24%

Famiglie povere che vivono in abitazioni sovraffollate (Istat, 2020)

33,8%

Famiglie che non hanno né un computer né Internet (Istat, 2020)

Una firma per rigenerare l'italia

MDFF con The Good Life Italia si fa promotore di una campagna di raccolta firme per una mobilitazione pubblica sullo sviluppo urbano e la prevenzione e cura del territorio, che rimetta al centro con lungimiranza i valori di responsabilità e generosità. I capifila sono gli architetti Andrea Boschetti e Alfonso Femia, che hanno trovato fin da subito il favore di altri professionisti e accademici con cui hanno condiviso i contenuti di una Lettera aperta con l’indicazione di otto azioni imprescindibili per uno sviluppo delle città e dei terri­tori davvero sostenibile. Al loro fianco, un gruppo di lavoro formato da Silvia Robertazzi e Porzia Bergamasco di MDFF, Stefano Cardini, vicedirettore del magazine The Good Life Italia, Roberta De Ciechi dell’Atelier(s) Femia e Serena Capasso di 54 Words.

Il programma NextGenerationEU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) elaborato dal governo italiano rappresentano una straordinaria opportunità per affrontare strutturalmente i problemi dello sviluppo urbano e della prevenzione e della cura del territorio del nostro Paese. L’Italia conta oggi circa 8.000 Comuni, il 70% dei quali sotto i 5.000 abitanti, e quasi 60.000 nuclei urbani. Negli ultimi 70 anni, l’incremento delle aree urbanizzate, spesso non accompagnato da adeguata e lungimirante pianificazione territoriale, ha portato al drastico aumento di siti fragili ed esposti a frane, alluvioni e altre calamità, costringendo anche molte aree del Paese all’alternativa tra spopolamento e conversione a mere stazioni turistico-ricreative. La sofferenza del paesaggio e del patrimonio naturalistico, storico e artistico, però, corre parallela e s’intreccia con quella dei centri urbani. Il XXI secolo è stato definito il secolo delle città. Se a metà del ’900 soltanto 80 superavano il milione di abitanti, oggi sono più di 300 e tra 10 anni almeno 43 megalopoli avranno più di 10 milioni di abitanti: una crescita quantitativa che si compie a spese di quella qualitativa, moltiplicando emergenze sociali e ambientali. Come evidenziato dall’Onu nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, quindi, è nelle città che la battaglia per la sostenibilità si vince o si perde. Perché è nelle aree urbane che nel 2050 vivrà il 70% della popolazione mondiale. È nelle città che si concentra l’80% del Pil e il 56% dei posti di lavoro. È nelle città che si consuma il 75% dell’energia e si produce oltre il 50% delle emissioni di gas serra. Le città consumano grandi volumi di risorse idriche e alimentari e non ne producono. Sono più fragili di fronte al cambiamento climatico, più esposte alle sempre più frequenti calamità naturali, all’inquinamento atmosferico e ora, come è divenuto ormai drammaticamente evidente, alle pandemie. Ed è nelle città, infine, che più crescono le disuguaglianze, nel Mondo, in Europa e anche in Italia.

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