La nuova legge sul Cinema

 

Presentato a Milano presso la Civica Scuola di Cinema il nuovo testo di legge “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo” che entrerà in vigore dal 1 Gennaio 2017. A spiegarne le novità di una riforma attesa da quarant’anni lo stesso Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini.
Una novità importante per l’industria del settore e che riguarda anche festival come il nostro che potranno beneficiare di una quota del Fondo. Ma andiamo per passi.

Viene istituito un Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo, che unisce le risorse del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) e il Tax Credit Produzione, con lo scopo di gestire al meglio i finanziamenti pubblici per il settore. Il Fondo porterà un aumento dei finanziamenti del 60%. E funzionerà mediante un meccanismo di autofinanziamento che sprona a investire, senza però scendere al di sotto dei 400 milioni di euro annui. Il Fondo prevede incentivi per le piccole e medie imprese – imprese di produzione, distribuzione, esercizio cinematografico, industrie tecniche e di post produzione, realtà di promozione di opere italiane ed europee nelle sale e imprese del gaming – che potranno godere di un credito d’imposta (Tax Credit) del 30%. La Legge prevede inoltre una quota di contributi minima (dal 15% al 18% del Fondo), pari a 70 milioni di euro, per sostenere le opere prime, le start up, i film d’essai, le iniziative dei giovani, e contributi ai Festival di cinematografia e agli enti quali la Biennale di Venezia, l’Istituto Luce Cinecittà e il Centro Sperimentale Cinematografia. Il Fondo sostiene anche il cinema e l’audiovisivo nelle scuole: il 3% è infatti riservato all’educazione e all’incremento delle competenze in ambito cinematografico e audiovisivo. Sono previste anche variazioni nell’equipollenza dei titoli di studio per le scuole di cinema.

La Legge intende promuovere il riconoscimento e la conservazione delle “Sale cinematografiche storiche”, considerate di interesse culturale. 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 saranno destinati a contributi a fondo perduto, o in conto interessi sui mutui o locazioni finanziarie, per la riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse e per interventi urbanistici ed edilizi di costruzione e potenziamento di cinema e centri culturali multifunzionali. L’operazione vuole aumentare il numero degli schermi e la ristrutturazione e l’adeguamento, strutturale e tecnologico, delle sale. 10 milioni all’anno per tre anni saranno inoltre destinati al processo di digitalizzazione delle opere filmiche.

Importante è anche il riordino normativo. La legge prevede l’abolizione della Censura di Stato, introdotta in Italia con la legge del 21 aprile 1962. Saranno quindi soppresse le Commissioni ministeriali che hanno finora stabilito i criteri di censura delle opere. Un nuovo sistema di classificazione responsabilizzerà direttamente i produttori e distributori, mentre lo Stato interverrà solo in caso di abusi. Un Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo sostituirà la Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo. Composto da 11 membri di alta competenza, il Consiglio deciderà a chi destinare i finanziamenti pubblici. Sono previste inoltre procedure più trasparenti per il cinema in tv e per gli investimenti delle televisioni attraverso decreti legislativi in materia di investimenti e di programmazioni.

La Legge è dunque finalizzata a incentivare l’industria cinematografica ad ampio raggio comprendendo anche la formazione e la fruizione del cinema con importanti effetti anche sulla qualità delle realtà urbane. Rilancia l’export dei prodotti italiani e fornisce seri strumenti alle imprese, italiane e non, sia piccole che grandi, per l’investimento di capitali e risorse in questo ambito, negli ultimi anni in preoccupante calo. Qui il testo di legge completo.

Comments are closed.