Fratelli Campana: un film e l’impegno nel sociale

© Fernando Laszlo

Il celebre duo di designer brasiliani è presente al MDFF 2016 con un The Campana Brothers: Fernando & Humberto“, un documentario realizzato dalla film-maker Gabriela Bernd e qui mostrato in anteprima mondiale, il 6 Ottobre presso l’Anteo spazioCinema alle 20:00. Fernando e Humberto Campana partecipano anche al Panel discussion #3 Design Through Awareness, venerdì 7 Ottobre, presso l’Anteo spazioCinema alle 14:30, portando la loro esperienza con il Campana Institute all’interno di una favelas nei pressi di San Paolo.

Gabriela Bernd, come è stato costruito il film? “Ho seguito per cinque anni i fratelli Campana nei loro viaggi nelle zone più remote del Brasile, dove c’è ancora una dimensione dell’artigianato quasi primordiale. Avevo già molto girato da cui attingere che ho montato in tempi abbastanza brevi aggiungendo, come narrazione, un’intervista ai fratelli in cui ciascuno descrive l’altro. È interessante ascoltare come si descrivono: hanno personalità diverse, ma in questa loro simbiosi si completano! È stato un processo naturale arrivare al film, forse l’idea del documentario era già inconscia. E il cinema è un grande riferimento nel loro immaginario culturale. C’è poi da aggiungere che in questo momento il video è il mezzo di rappresentazione e di racconto del progetto per eccellenza”.

Fernando Campana, di che cosa parla il video? “Non parla direttamente di design, ma di ciò che sta dietro al progetto. E del Brasile: una parte del Paese con gente semplice, non toccata dalla globalizzazione, da cui stiamo viaggiano per recuperare artigianie e tecniche che stanno scomparendo. Il film ci ha colpito: è un ritratto fedele. Ed essere ‘attore’ è stato emozionante perché ho un rapporto stretto con il cinema sin dalla mia infanzia: ci portavano a vedere i film del Neorealismo italiano, di Stanley Kubrick o dei grandi registi d’avanguardia europei”.

Humberto Campana, siete coinvolti in prima persona in un progetto sociale, di che cosa si tratta? “Quattro anni fa abbiamo deciso di creare il Campana Institute per raccogliere e conservare l’archivio dei nostri materiali: la nostra memoria degli ultimi 35 anni. Dopodiché, due anni fa, abbiamo incontrato una missionaria devota a Padre Pio che ci ha portato all’interno di una favelas nei pressi di San Paolo. Abbiamo quindi deciso di ampliare il lavoro dell’Institute su questo progetto: fornire a bambini dai 9 ai 14 anni un’alternativa di vita nell’artigianato rispetto al futuro nel narcotraffico. Non vogliamo insegnare niente, ma tirare fuori la loro creatività, accrescere la loro autostima, e stimolarli attraverso la ‘seduzione’ del creare con le mani. Perché si può cambiare la vita con le proprie mani! Gli abbiamo portato degli scarti di cuoio provenienti dalla lavorazione dei nostri arredi e della carta con cui stanno confezionando dei quaderni. Noi vogliamo portare l’artigianato a livello del design. Si riuniscono due volte a settimana e quando partecipiamo alle riunioni ci riempiamo di gioia e positività!”.

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