Francesco Clerici e il riciclo in chiave narrativa delle immagini

Frammenti di un discorso amoroso” è un cortometraggio nato da Francesco Clerici, tra gli altri, all’interno di un laboratorio promosso da AGIS Lombardia e l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea, durato circa tre mesi. Il girato di cinque puntate di 15 min di un tutorial di economia domestica promosso da CGE, un’azienda di elettrodomestici degli anni Cinquanta, è stato trasformato in un cortometraggio sulla condizione di solitudine della donna. L’immagine d’archivio dunque rivive per raccontare una storia contemporanea. “Nei tutorial”, spiega Clerici, “si vede la donna prendersi cura del marito del figlio, essendone al servizio, con scene inquietanti in cui deve anche far ‘quadrare i conti’. L’idea sottesa al progetto è di usare un materiale così datato e maschilista per raccontare qualcosa di contemporaneo. Abbiamo selezionato quelle scene che avessero una grammatica in comune. E poi isolato gli oggetti che amplificavano il senso di solitudine. I tutorial, prodotti dalla ditta elettrodomestici, volevano celebrare l’amore per la macchina”. Sulla scelta del suono Clerici aggiunge: “il suono aveva una voce narrante e concitata ma la musica che abbiamo scelto è l’opposto. Abbiamo mantenuto due frasi emblematiche e inquietanti: ‘la famiglia è l’industria che consuma i beni’ e ‘il superfluo è utile alla vita della donna’, che avrebbe indicato che i suoi desideri, sì, sono futili, ma utili a chi produce i beni. Nei titoli di testa e di coda abbiamo mantenuto il suono originale come se fosse un gingle. E poi realizzato altri in modo non naturalistico ma emotivo, stimolando la reazione dello spettatore”.
Molto materiale è conservato negli archivi d’impresa. Si può pensare a un nuovo utilizzo non solo per documentari ma per la cinematografia? “Semplicemente utilizzando il materiale dell’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa d’Ivrea si possono raccontare molte storie. È stato recentemente realizzato un video da Davide Ferrario che si chiama ‘La Zuppa del Demonio’. In generale, viviamo in momento in cui abbiamo talmente tante immagini che semplicemente utilizzando quello che già c’è si possono creare davvero tanti film. È il tema del riciclo delle immagini: quello che conta è avere un’idea chiara in testa e mettere in moto quello che già esiste non tanto con la forza della ripresa, quanto con quella della narrazione”.

 

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