Ciak si progetta

 

X-Style dedica un’intera puntata al MDFF perché ne condivide la ricerca nel video come linguaggio del progetto, capace di arrivare ai più e di ricordarci i grandi quesiti della vita: chi siamo, da dove proveniamo e dove andiamo. Dedicato a un pubblico eterogeneo, progettisti ma gente comune, il Festival punta a diventare sempre più internazionale, portando registi e pellicole dal mondo ma anche comunicando il “discorso italiano” negli eventi esteri a cui partecipa. Si sottolineano, infatti, le attività di MDFF durante l’anno che culminano nel momento focale autunnale: Festival on Festival, la collaborazione con la XXI Triennale, per la quale sono stati selezionati film che raccontano la scena urbana e progettuale contemporanea, e Cinema Nascosto, la serie di “appuntamenti al buio” per riscoprire Milano. E l’inedita proiezione sulla Veneranda Fabbrica del Duomo, che ha visto la cattedrale trasformata in una sala cinematografica.

L’audiovisivo, dunque, come modo per raccontare le emozioni e il racconto del progetto contemporaneo: riflessione, coscienza e confronto sulle dinamiche dietro il progetto con le testimonianze, ad esempio di Tomas Koolhaas e Alejandro Aravena. Molti i film della quarta edizione di MDFF a cui la puntata di X-Style fa riferimento: “Drunk on light”, il documentario sull’attività del fotografo Tom Vack che omaggia anche alcune aziende protagoniste del made in Italy; “Can you dig this” e “Growing cities”, aprendo la visione a quanto il verde possa essere uno strumento attivo per il benessere dell’ambiente e dello spirito. Si parla anche della Fondazione e del docu-film dei fratelli Campana e della loro attività per recuperare una tradizione artigianale brasiliana che sta sparendo

Alla sezione speciale “Filter. Spazi delle Immagini in movimento” è dedicato un segmento della puntata. Lo sguardo dell’artista, dotato del video come prima del pennello o della penna, filtra la realtà attingendo a un linguaggio assoluto, ma appropriandosi di estetiche e grammatiche complesse. Gordon Matta Clark, fautore di un’architettura anarchica fatta dalla gente, utilizza il simbolo dell’abitare, la casa, come strumento critico e politico contro la speculazione immobiliare degli anni Settanta negli Stati Uniti. Da questa esperienza altri artisti in visione, come Gianluca e Massimiliano de Serio e Diego Marcon, riflettono attraverso il mezzo del video sull’urgenza dell’abitare per alcune fasce sociali ai margini e su come sono evoluti i costumi relazionali nell’ambiente domestico.

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