Anna Fraceschini e il piano sequenza

Artista che predilige le immagini in movimento e che ha costruito il proprio percorso partendo dalla scuola di cinema, Anna Franceschini presenta a Filter. Spazi delle Immagini in Movimento, curata da Davide Giannella, una serie di video dal 2010 al 2016 (Before II; Before they break, before the die; Nothing is more misterius, a fact that is well explained; You know why they respect me? Because they think I am dead), che consentono di ricostruire un percorso nella sua poetica progettuale e sull’utilizzo del video come medium. Accomunati dal piano sequenza e dall’uso della cinepresa su carrello, orizzontale e/o verticale, la ripresa ravvicinata diventa un inedito strumento per svelare lo spazio. Oggetti e forme assumono una dimensione astratta che trova forma e consistenza nell’immaginario dello spettatore. “Il piano sequenza è il mezzo per svelare lo spazio senza mostrarlo”, aggiunge Franceschini. “Il video diventa uno strumento di analisi esistenzialista. L’immagine non è mai evidente o pienamente riconoscibile. Tranne rari casi, non ho costruito set ma ho seguito con le riprese la narratività dello spazio. I lavori sono nati da incontri fortuiti con alcuni luoghi. La circolarità delle sequenze, poi, si addice alla ricerca dell’anima delle cose”. I video sono in assenza di suono, nonostante l’artista ne sia un’esperta. “Ritengo che gli oggetti e gli spazi abbiano una musicalità interna, e l’aggiunta di suono possa essere ridondante e togliere spazio all’immaginazione sonora dello spettatore”.

 

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